corpo e movimento

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Lezioni di ginnastica dolce
(organizzazione posturale e consapevolezza del movimento)
martedì e venerdì ore 19.00-20.00
tenute da Alessandra Luberti

Il lavoro proposto è basato su semplici esercizi coordinati alla respirazione, orientati allo sviluppo della consapevolezza di se stessi in movimento e a comprendere come utilizzare pienamente le proprie risorse.

La pratica del muoversi con consapevolezza produce stimoli del sistema nervoso, motivandolo a riorganizzare l’ assetto posturale e a renderne i  movimenti più fluidi ed efficaci.

Con questa pratica si conquistano nel tempo una migliore mobilità articolare, una più efficace coordinazione muscolare e un incremento positivo dei processi emotivi e del pensiero, riducendo lo stress e guadagnando uno stato di benessere generale.

Questo tipo di pratica prende spunto dai principi del metodo Laban/Bartenieff sull’ analisi del movimento e quelli del metodo Feldenkrais per la consapevolezza del movimento. E’ adatto a tutti coloro che vogliono scoprire potenzialità di cui non sono coscienti e a chi ha problemi di dolori articolari, artrosi e riduzione della mobilità.

E’ indicato anche per chi pratica assiduamente forme di sport e a chi si applica in discipline artistiche.

Laboratorio di movimento
(organizzazione posturale e movimento creativo)
mercoledì ore 10.00-12.00
tenuto da Alessandra Luberti
 
Il laboratorio sul movimento si articola in due fasi differenti, la prima riguarda esercizi che permettono di sentire il corpo attraverso il respiro e la percezione delle sue parti in maniera differenziata, per poi integrarle ad un livello superiore di organizzazione e funzionalità. La seconda parte esplora le qualità attraverso le quali il movimento si manifesta attraverso il peso, lo spazio , il tempo e  l’immaginazione. Il laboratorio è aperto a chiunque abbia curiosità di ciò che il movimento, attraverso la coscienza del corpo, porta alla luce e può essere seguito da ognuno al proprio livello di preparazione fisica. In questo tipo di lavoro è la vitalità del corpo ad essere favorita, nel tentativo di ri-svegliarlo e  di lasciare spazio al bisogno creativo individuale come tensione verso il superamento degli stereotipi e dei limiti che gli vengono continuamente imposti.

 

Danza contemporanea
(tecnica release corso base-intermedio)
venerdì ore 17.00-18.30
tenuto da Alessandra Luberti

La tecnica di base oggetto delle lezioni è la release tecnique, in cui si favoriscono l’uso della muscolatura interna, l’allineamento scheletrico e muscolare, la mobilità articolare e la fluidità del movimento. Il lavoro parte dal rapporto con la forza di gravità da terra fino alla verticalità e sviluppa  la dinamica nello spazio. Il lavoro è adatto a chi abbia una minima base in discipline sul movimento e sia curioso di sperimentare un linguaggio corporeo in continua trasformazione.

Tracce e Movimenti

Esperienze creative attraverso il corpo e il colore

Incontri tenuti da

Gabriella Fiore artista e arteterapeuta  

Alessandra Luberti coreografa e danzamovimento terapeuta

 

Mettere radici: la terra

19-20/01/2013

Trasformazione: il fuoco

23-24/02/2013

Profondità: l’acqua

23-24/03/2013

Levità: l’aria

20-21/04/2013

Mandala degli elementi

25-26/05/2013

Il percorso sarà guidato dall’esplorazione del movimento e dall’uso di materiali artistici a favore di un’esperienza creativa autentica e personale.

Il processo creativo nel tentativo di dare forma visibile e condivisibile alla propria percezione di sé e del mondo, rende possibile un’integrazione fra corpo, mente e anima. Data l’interdipendenza degli elementi corporei/motori e psicologici/emozionali, l’esperienza creativa diventa strumento di organizzazione e integrazione di quelle  parti che via via si manifestano. Questo processo permette la scoperta di nuove potenzialità e modalità di risposta e trasformazione del proprio vissuto e della propria relazione con il mondo.

Il lavoro sugli elementi naturali che esperiamo nel mondo fisico e che sono presenti in ognuno di noi a livello psichico, lascia emergere  forme e caratteristiche specifiche, queste  rispecchiano e soddisfano bisogni e desideri normalmente assopiti.

Il lavoro è aperto a chiunque abbia la curiosità di esplorare le radici della creatività e di contattare la propria energia vitale attraverso la commistione di movimento e materia. Gli incontri possono essere seguiti come un percorso intero o come singoli week end.

Ass. Cult. Compagnia Esse p.a.
c/o Officine Ouragan
P.zza Montevergini 2, Palermo
Info e prenotazioni
380/5079650

Convegno su Burn-Out e Volontariato

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Di Serena Riina

Sabato 27 ottobre presso l’U.O. Isil in via G.La Loggia, 5 Palermo
Convegno su “burn-out e volontariato; l’arteterapia come strumento di prevenzione”
A seguire workshop di arteterapia aperto alle OdV CeSVoP
Da tempo è comprovato che la sindrome da BURN-OUT riguarda tutte le professioni d’aiuto, il volontariato pur essendo una scelta non è immune da questo fenomeno.
Il convegno si offre come spunto di riflessione per avviare un percorso di consapevolezza attraverso l’utilizzo dell’arte terapia, e riappro-priarsi della creatività come mezzo per miglio-rare il proprio lavoro.
Vogliamo sostenere gli operatori di volontaria-to di qualsiasi ente del terzo settore prima ancora che l’utenza, poiché è condizione di base che il supporto che le associazioni danno a chi ne ha bisogno sia positivo e funzionale, non deviato quindi da stanchezza o frustrazioni personali
Il workshop pomeridiano offre, inoltre, uno spazio reale e concreto ai volontari per sperimentare un’esperienza di arteterapia nell’ottica del benessere e dell’attivazione e riscoperta delle risorse personali.
Il benessere è un diritto di tutti e il volontario sano è una risorsa per la collettività.

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In occasione del trentennale di Art Therapy Italiana le attività sul territorio siciliano

Quattro passi verso l’expò
trentennale di art therapy italiana

Sabato 9 giugno dalle 17.30 alle19.30
“Leggerezza”
Un’esperienza pratico-simbolica
Conduttori Gabriella Cinà, Vanni Quadrio
L’incontro è rivolto a tutta la popolazione
Galleria d’arte Spazio Parallelo, via della Libertà 34, Palermo

lunedì 11 Giugno 2012 ore 9.30
Lunedì 10 settembre 2012
“La dimensione estetica e crea tiva dell’esperienza”
Conduttore Bina Guarneri
Incontro di Arte Terapia per docenti
D.D. “G. Lauricella”-Agrigento
Istituto Comprensivo “Esseneto” Agrigento

Sabato 23 giugno orario dalle 10.00 alle 12.00
“L’arte dell’incontro. Operatori e minori stranieri non accompagnati:
un approccio possibile attraverso l’arteterapia”
Conduttore Adriana Falanga
L’incontro è rivolto a tutti coloro (operatori, educatori, psicologi, assistenti sociali,
mediatori culturali) che si occupano dell’accoglienza e della cura ai msna.
sede operativa cooperativa sociale No Colors, vicolo S.Carlo 44, Palermo

Sabato 8 settembre dalle 17.30 alle 19.30
“Palermo/Bologna, quattro passi verso l’expò”
riflessioni e progetti sulla professione dell’arteterapeuta
Conduttori Gabriella Cinà, Vanni Quadrio

L’incontro è rivolto a tutta la popolazione
studio di psicologia e Arte Terapia via M.Stabile 261, Palermo

a cura di Art Therapy Sicilia

Smile X-Storie di incontri e di pennelli

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Di Chiara Verga e Ornella Giallombardo -Segretariato Studenti in Medicina Palermo http://www.sismpa.it/

Quando hai 19 anni, la mente piena di idee ed energia, pensare che almeno i prossimi sei anni della tua vita si esauriranno sui libri non è allettante. Così un giorno capita di essere riconosciute da un folle tra gli studenti e l’unica cosa che ti resta da fare è lasciarti trascinare dentro un mondo bellissimo, fatto di palloncini, giochi, sorrisi, legami.
La prima volta che entri in reparto per fare clownterapia provi emozioni contrastanti: da un lato c’è la voglia di lanciarti, dall’altro la paura di non sapere cosa fare, di non essere poi così speciale da cambiare la giornata di una persona. E tra l’altro è vero, sono loro, quelle piccole e tenere pesti che cambiano la giornata a te.
La prima volta in reparto significa entrare nella grande famiglia di Smile X, progetto nazionale del S.I.S.M. (Segretariato Italiano Studenti Medicina) che a Palermo è una realtà che esiste ormai da 8 anni, fortemente voluto da una giovane ma energica studentessa. Negli anni si sono successi tanti clown ma soprattutto tanti responsabili del progetto, che sono riusciti non solo a portarlo avanti ma anche a migliorarlo ogni anno di più, fino a contare quest’anno ben 180 clown. Quest’anno il progetto è cresciuto e la partecipazione è stata estesa a tutto l’ateneo di Palermo, riscontrando un enorme successo.
Ogni giorno un diverso Reparto dell’Ospedale dei Bambini viene invaso letteralmente da un gruppetto di clown capitanati da un capoclown, che dirige con un pizzico di follia i suoi ‘ piccoli’.
Ma non ci ‘accontentiamo’ dei turni quotidiani e ci lasciamo coinvolgere in mille progetti, collaboriamo con associazioni, esterne al progetto, che come noi hanno l’obiettivo di alleviare le sofferenze del bambino e non solo, a Dicembre siamo impegnati con le gare di nuoto dei bambini diversamente abili alla Polisportiva, e con l’UBUNTU, che è un’associazione che si occupa dei bambini extracomunitari, e abbiamo collaborato con l’AIL durante il periodo natalizio e pasquale, raccogliendo i fondi per la ricerca contro leucemie e linfomi, sia nelle piazze che direttamente nelle scuole elementari, e con la SPIA, il reparto di Oncoematologia Pediatrica del Civico di Palermo, e inoltre facciamo da supporto al Coro di Natale e all’Ospedale dei Pupazzi.
Nel tempo è sempre stata piu’ forte l’esigenza di incrementare il livello di formazione per i clown, per andare in reparto piu’ pronti, carichi, affiatati, e allora abbiamo aggiunto agli incontri con gli psicologi e gli psichiatri, quelli dedicati ai laboratori di Arteterapia insieme alla Dottoressa G. Cinà su misura per i nostri clown, sempre, naturalmente, pieni di giochi e colori. E quando la voglia di sporcarsi e colorarsi è diventata incontenibile, ci siamo lanciati nell’esperimento del primo Mini Meeting di Smile X a Palermo, esperienza unica ed entusiasmante che ha coinvolto un gruppo di clown o aspiranti tali per 2 giorni di crescita sia a livello professionale che a livello umano. Le riunioni svolte durante i due anni precedenti sono state solo un assaggio dell’entusiasmo e della carica che sono riusciti a sprigionare i clown messi insieme durante il meeting.
Il meeting è stato un contenitore di Fiducia, Gioco, Libertà e Legami tenuti insieme da una fortissima volontà di formare un gruppo.
Abbiamo imparato a sporcarsi le mani (e non solo!) per dare forma e soprattutto colore ai nostri pensieri, ad abbandonarci al gioco, a perderci nell’altro per ritrovarci alla fine in un progetto comune piu’ completi e finalmente ‘al nostro posto’.
Abbiamo imparato cosa è lo spazio, fisico e non, a convivere senza ignorarci , a creare dei pezzi che si incastravano perfettamente senza nessun vuoto d’aria.
Abbiamo imparato che parlare per trovare un punto d’accordo è chiarificatore, ma può esserlo molto di piu’ sporgersi nel mondo dell’altro attraverso un disegno, un colore, un abbraccio.
Ma soprattutto abbiamo sperimentato la Libertà di mettersi in gioco, e che per farlo non si può rimanere pettinati e con i vestiti puliti, con le emozioni composte, ma ci si deve mescolare, legarsi in maniera indelebile senza soffocare noi stessi e gli altri.
E riuscire a regalare queste ricchezze ai nostri piccoli bimbi e a trascinarli in questo mondo fantastico, lontani dalle sofferenza e dalle stanze squallide dell’ospedale è la cosa piu’ emozionante che ci sia.
Per riuscire a fare clown therapy non serve niente di speciale, basta solo un sorriso e un pizzico di pazzia che ti aiuta a superare le fasi iniziali di imbarazzo, poi tutto scorre autonomanente, perchè i
bambini sono bravissimi a coinvolgerti nel loro mondo giocando.
Un’asperienza di questo tipo, ti arricchisce molto l’anima e ti fa capire il significato delle cose importanti della vita, ma soprattutto ti fa capire che per curare il corpa devi prima riuscire a curare l’anima.

Chiaroscuri della Bellezza-Sguardi sul processo artistico e terapeutico

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Art Therapy Italiana per festeggiare i suoi 30 anni di attività di promozione dell’Arteterapia e della Danzamovimento terapia organizza a Bologna 2 giornate ricche di eventi. Maggiori informazioni cliccando su expò 2012 e su http://www.arttherapyit.org

Mondrian

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Piet Mondrian

Un video per ricordare quanto un grande artista, con l’apparente semplicità delle sue opere, ci richiama all’importanza del processo creativo e di costruzione di un’immegine. Semplice eppur irripetibile, dietro a forme e colori, un grande lavoro interiore, sia emotivo che concettuale.

Evgen Bavcar- Il fotografo che rende visibile l’invisibile.

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Di Gabriella Cinà

“Osservo le cose con gli occhi chiusi”

In una riflessione sull’arteterapia e sul valore delle immagini come strumento, quest’artista si impone nella mia mente. Ci riporta ad un contatto con le immagini interiori e ci guida in un campo racchiuso dalle sue parole:  “C’è sempre un infinito, da cogliere senza avere la pretesa di conoscerlo del tutto.”

L’incontro con l’altro soprattutto in chiave non verbale, ci immerge in questo mondo in cui il predominio dello sguardo su cui Bavcar ci invita a riflettere, spesso non permette di far emergere la bellezza di uno “specchio rotto”.

“Ho passato la vita a mettere insieme i pezzi per costruire uno specchio rotto, ognuno ha il diritto di ESSERE BELLO.”

Un incidente fisico ti riporta all’idea dello specchio rotto, se non ci fosse, dice Bavcar, non si avrebbe il desiderio di costruire un’immagine, nè di oltrepassare un’unica qualità dello sguardo. Un fotografo non vedente, delle immagini che attengono ad una dimensione che l’artista stesso definisce mistica, nel senso del contatto con l’invisibile e non conoscibile, per un arte terapeuta sono strumenti di riflessione su quanto il non verbale passi anche dal chiudere gli occhi quando ci si avvicina all’altro per sentire le sue immagini con gli altri sensi, per essere guidati dal buio. Estremamente intense ed evocative le sue foto si intuiscono, si svelano, escono fuori dagli sfondi, sfumate entrano dentro e aprono un nuovo tempo in cui guardare con gli occhi dell’anima.

Di seguito il link di un’intervista all’artista:

Alcune note biografiche e siti di riferimento:

Evgen Bavcar è nato in Slovenia, a Lokavec (una piccola città vicino ai confini con l’Italia) nel 1946. La sua infanzia trascorse in maniera del tutto normale, finché un giorno mentre giocava si ferì gravemente all’occhio sinistro con un ramo. I dottori dovettero asportare l’occhio e mettergli una protesi. Dopo soli pochi mesi fu l’esplosione di una mina a danneggiare gravemente anche l’altro occhio.  Filosofo, nell’87 ebbe la sua prima mostra e da allora continua a pubblicare libri di fotografia, ad allestire i suoi lavori a Parigi, in Germania, Italia, Brasile, Canada e altri paesi; in più insegna e tiene conferenze di estetica in Europa.

Alcuni riferimenti sitografici:

www.zonezero.com/exposiciones/fotografos/bavcar/index.html#

http://www.binario5.com/2011/06/evgen-bavcar-e-la-fotografia-etica/

www.timeoutintensiva.it/g_out.php?id=12&f=OF#!gallery[graffiti]/0/

http://www.romaexhibit.it/mostre/evgen-bavcar-il-buio-uno-spazio

Le radici di una scelta

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Di Dario Ferrara

Concettualmente la mia avventura inizia così: una firma, fogli di carta sparsi per la stanza e tanta speranza per affrontare il futuro. Sebbene questa non sia propriamente una recensione su un artista o su una particolare tecnica terapeutica, se mi è concesso, mi piacerebbe narrare dell’incipit che mi ha portato a intraprendere a dipingere questo enorme mosaico ancora oggi incompleto.

Le radici della mia scelta risalgono a qualche tempo fa, era il mio primo anno di università e inviarono me e altri colleghi: eravamo inesperti e privi di guida in un Centro Diurno, l’impatto con la malattia mentale  fu durissimo, ricordo il disorientamento e la paura , inesorabilmente alcuni di noi capirono che quella non era la loro realtà, si sentivano inermi, incapaci, cercavano risposte e forse non avevano la giusta pazienza di trovarne, dunque abbandonarono di lì a poco questa strada e ne intrapresero altre.

Voi vi chiederete: Cosa c’entra L’arte terapia con questo?

Ebbene, chi mi ha insegnato l’importanza dell’ arte legandola a sua volta all’aiuto clinico non è stato un medico o un operatore del centro, è stata L.

L è una donna, malata di tumore, le dosi massicce di chemioterapia interferivano con il dosaggio psicofarmacologico  dunque la sintomatologia positiva era persistente, credeva di essere S. Rosalia inviata dal signore per porre rimedio ai problemi di Palermo. Aveva un cipiglio severo, austera, bacchettava tutti operatori e pazienti per le loro condotte immorali, interferiva e faceva gran chiasso e spesso si trovava a pregare in mezzo ai corridoi, genuflessa e in meditazione. Nonostante ciò sembrava essere molto legata a me, mi prese in simpatia e spesso quando non eravamo impegnati nelle principali attività riabilitative andavamo in una saletta adibita alle attività ricreative. Fu lì  che L mi chiese un foglio di carta ” mi è venuto in mente qualcosa, ma…no, aspetta: non potresti capire te lo disegnerò”. Mi chiese di stare immobile mentre lei veloce utilizzava la matita per vergare il foglio, notavo come tutto questo la rilassasse,  il cipiglio austero, i deliri, era tutto attenuato da quel setting fatto di colori e matite. Quando finì, mi diede il prodotto finito: era un ritratto, il mio ritratto.

Potei osservare con attenzione degli elementi che lei subito confermò: mi somigliava, ma la mia figura era avvolta da un aria grottesca, occhi infossati, mani scheletriche.

“Mi trovi così brutto?”

“Non sei tu, è così che i miei occhi vedono il mondo”

Da quel momento L iniziò a raccontarmi di lei, della sua vita, delle difficoltà con la famiglia, della sua solitudine, della complicazione e la convivenza forzata con un cancro. Allora realizzai, capì quanto fosse  potente lo strumento pittorico per determinate persone, di come potesse essere lenitivo e di collaborazione clinica l’uso di programmi di disegno o di “esplosione artistica” come li chiamava L.

Parlai con il dirigente della struttura, e di lì a poco venni inserito in un gruppo di espressione artistica, vidi il cambiamento di L, prima da austera e dura dopo da serena e pacata, vidi il cambiamento dei suoi disegni prima spigolosi e inquadrati nella patologia, poi colorati e pieni di forme armoniche.

“Mi vedi sempre così brutto come nel tuo disegno? “ le chiesi un giorno

Lei sorrise sotto i baffi  celando l’espressione sotto gli enormi cappelli che metteva per  nascondere il capo pelato.

“Anche se vedessi qualcosa di brutto ho imparato che basta pensare sulle cose belle di questo mondo, basta cose brutte, per questo ci sono i colori e non solo il nero “

E così realizzai, ero ancora troppo inesperto al tempo, a posteriori realizzai quanto potesse essere utile in assetto riabilitativo collezionare i dati pittorici e il lato emotivo che veniva riversato in essi per agire, comprendere, iniziare un percorso volto al miglioramento di tali condizioni psicopatologiche. Questo piccolo ritaglio e questa condivisione delle mie esperienze spero che sia di spunto per i soci e per chi si interroga sull’utilità clinica e riabilitativa dell’ Arteterapia.

Diario di Gravidanza

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Diario di Gravidanza
Sabir ospiterà da febbraio:
“DIARIO DI GRAVIDANZA”
Un percorso di accompagnamento alla maternità

Un viaggio tra parole, emozioni e segni.
Mentre il corpo si adatta naturalmente ad accogliere il bambino che dovrà nascere, trovare uno spazio da dedicare alla sfera emotiva non è sempre facile.
Ci si preoccupa soprattutto della parte medica e si tralascia di coltivare quel delicato spazio emotivo necessario ad accogliere con consapevolezza e serenità l’arrivo del bambino.
Diventare madri significa attraversare un vero e proprio tumulto. Significa scoprire una quantità di nuove sensazioni che hanno bisogno di essere pensate, guardate e accolte in uno spazio protetto.

Attraverso un percorso tra parole e segni si costruirà un “Diario di gravidanza” nel quale raccontare vissuti, emozioni, sensazioni, paure e gioie fino all’evento della nascita. Dal punto di vista tanto della mamma quanto della donna.
Alla fine del viaggio il diario costruito racconterà la storia di una donna che diventa mamma. E sarà fondamento di un’altra storia, ancora tutta da scrivere, per il nuovo nato.
Due gli strumenti elettivi attraverso cui realizzare il percorso: il gruppo di confronto e l’arte terapia.
Il gruppo di confronto, tramite l’uso della parola, evidenzierà le tappe fondamentali di questo itinerario. L’arte terapia, attraverso gli strumenti dell’espressione creativa e l’uso dei materiali artistici, permetterà che vissuti difficilmente esprimibili a parole trovino forma, senso, corpo e spazio, diventando memoria.
DURATA E FREQUENZA:
il percorso è di otto incontri con cadenza settimanale
INFO:
Francesca Giannettino arteterapeuta
tel. 380.1388699

Elena Milletarì psicoterapeuta
tel. 338.3738717

Gli incontri si terranno da  SABIR
Via Catania 13, Palermo Tel. 091.9767689
sabirpalermo@libero.it